Vi siete mai chiesti

Vi siete mai chiesti perché il pianoforte sia uno strumento così difficile? Forse perché occorre decifrare in due chiavi diverse sincronizzando, allo stesso tempo, la mano destra e la mano sinistra? Non soltanto. Per ciascuno dei modi (maggiore, minore e tutti gli altri), esistono dodici sequenze di tasti specifici, dodici percorsi delle dita propri di ciascuna tonalità. Questo è vero sin dall’invenzione della tastiera attuale, ovvero dalla metà del Cinquecento circa. A ciò è dovuto il famoso studio delle scale, che ha impegnato generazioni di principianti per ore. Dio ci ha già dato Johann Sebastian Bach, non ci rimane che attendere il pianoforte senza dolori. Nella sua “Histoire du piano”, il musicologo belga Ernest Closson scrive: 

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